Gli sprechi di cibo sono uno degli ‘effetti collaterali’ più incresciosi del benessere dei Paesi ricchi. Ogni anno enormi quantità di cibo finiscono nella spazzatura, e non solo per via del sistema produttivo ipertrofico: anche noi, in ciascuna delle nostre case, siamo più o meno responsabili del quotidiano spreco degli alimenti. E non si tratta solo di una questione etica, ma anche economica: buttar via cibo significa indiscutibilmente sciupare anche denaro. Vediamo quindi in che modo possiamo ridurre e, se possibile, evitare gli sprechi.
Sprechi di cibo: un mondo buttato via
I numeri sono da capogiro: secondo un rapporto di Lastiminutemarket, associazione che si occupa della raccolta di cibo invenduto da destinare ai bisognosi (come Caritas, mense del povero, associazioni di volontariato, canili), ogni anno in Italia vengono sprecati un milione e mezzo di tonnellate di alimenti, che corrispondono a circa 4 milioni di euro di valore di mercato. E che potrebbero soddisfare le esigenze alimentari di circa due milioni di persone. Fa rabbrividire il fatto che, ogni giorno, finiscano al macero o negli inceneritori il 15% dei prodotti da forno, il 12% di frutta e verdura e ben il 18% della carne prodotti, per un totale di circa 4mila tonnellate di alimenti. Ad esempio, nella sola città di Milano sono 18 circa le tonnellate di pane che ogni giorno rimangono invendute e vengono gettate via.